lunedì 25 gennaio 2016

FISSIAMO I PUNTI...

Scrivere un blog, se lo si vuole fare con un minimo di attenzione, è impegnativo... soprattutto se sei un procione.

In tanti mi hanno chiesto aggiornamenti più frequenti a queste pagine.

Purtroppo (o per fortuna) il tempo che il qui presente procione può dedicare a queste pagine è limitato e discontinuo.

Risulta pertanto impensabile proporre una cadenza giornaliera, ma, allo stesso tempo, è giusto sapere quando i procioni devono uscire dalla tana per poter venire qui "a botta sicura".

E' quindi con piacere che vi informo che in questo blog verrà pubblicato sicuramente un nuovo post ogni lunedì mattina.
Non necessariamente sarà l'unico della settimana, quindi date un occhio anche allo storico per vedere di non esservi persi nulla.
Mi sembra giusto, però, porre un minimo sindacale che mi costringa a scrivere una delle mille idee che mi vengono in mente.

E questo è il primo punto.

Inoltre da febbraio il blog supererà la fase di test ed inizierà ad avere una conformazione ben precisa con vere e proprie rubriche, che magari vi elencherò in un post apposito.

E questo è il secondo punto.

Ora per ringraziarvi dell'attenzione (ok... non ho tempo per scrivere altro, la realtà è questa, ma non state sempre a fare i puntigliosi) vi lascio con un secondo capitolo del mio manuale di cui vi ho parlato nell'ultimo post (qui).

A presto.


I POWERPOINT

Nel continuo esercitare la funzione di TL, vi sarà spesso capitato di dover creare degli inutili fogli di carta la cui esistenza serviva solo a dimostrare il vostro lavoro ad un manager.
Il manager, infatti, quando vi assegna un compito, esige che venga fatta su di esso una “completa relazione scritta”.
È naturale che ve la chieda: sa benissimo che altrimenti le vostre elaborate analisi sarebbero il frutto di un veloce pensiero in gabinetto o, addirittura, il parto malsano di una riflessione fugace nel momento stesso in cui state per esporre quelle stesse idee.
Non sorprendetevi. È risaputo che i TL di oggi sono gli stessi studenti svogliati che al liceo cercavano di copiare tutti i compiti delle vacanze estive nei dieci minuti iniziali del primo giorno di scuola.
Il fatto che dobbiate stendere una relazione scritta (che non potete copiare da nessuno) vi impone, evidentemente, di non poter improvvisare le vostre idee e vi costringe a dedicare un minimo di tempo al lavoro che vi è stato assegnato dai capi.
L’unica differenza rispetto alle interrogazioni del liceo è che questa volta avrete sempre la certezza di essere “chiamati” e non potrete quindi sperare che qualcuno venga beccato al posto vostro.
Infatti, le vostre analisi dovranno essere presentate e spiegate da voi stessi, di solito in una riunione con tanto di lavagna luminosa.
Cosa credevate?
Che i manager leggessero i fogli che scrivete?
Evidentemente non avete ancora capito come gira l’Azienda. Perché i capi dovrebbero fare qualcosa che potete fare voi al loro posto? Perché sforzarsi in un impegno attivo e difficile come il “leggere relazioni”, quando possono comodamente farsele raccontare passivamente da voi?
Se potessero, i manager vi farebbero masticare il cibo al posto loro e ve lo lascerebbero scaricare “già ammorbidito” direttamente nel loro cavo orale, allo steso modo in cui i pinguini e altri volatili nutrono i loro cuccioli. Pensateci: per quanto raccapricciante, questa immagine è la più vicina a quella che realmente ritrae il rapporto TL/manager in questo frangente.
Ma torniamo a noi.
Dicevamo che voi stessi, dopo aver analizzato dati, eseguito riflessioni e steso una dettagliata relazione, dovrete anche presentare tutto questo nel corso una bellissima “riunione” che vedrà coinvolti, nella maggior parte dei casi, uno (o più) manager e tutti gli altri TL.
Proprio questo incontro che, a tutti gli effetti, può sembrare una sciagura per la nostra professione, in realtà è proprio il momento in cui possiamo agire con più profitto.
Pensate che, in alcuni casi, potremmo addirittura essere in grado di influenzare le decisioni dei nostri capi.
L’unica cosa che ci permette di aspirare a tali risultati ha un solo nome: POWERPOINT!

Attenzione, vi avverto, sto per cominciare una delle mie digressioni storiche, siete pronti ad affrontarla?

… tre… due... uno…

Bene, se siete ancora qui vuol dire che non ne avete ancora abbastanza dei miei racconti sulla storia del sistema aziendale, quindi beccatevi anche questa erudita sequela di aneddoti!

Inizialmente i principali programmi informatici utilizzati per redigere relazioni professionali erano Word ed Excel. Per le pagine scritte si adoperava il primo, per le tabelle e i grafici si aggiungevano sezioni realizzate con il secondo.
I documenti che venivano così prodotti avevano un aspetto dannatamente professionale, ma anche incredibilmente noioso: alle parti scritte in maniera fitta, si alternavano tabelle piene di numeri e grafici tanto precisi quanto incomprensibili.
Inutile dire che queste relazioni venivano ignorate da tutti i capi, non per pigrizia, ma per il semplice fatto che i manager trovano complicato leggere anche Topolino.
Proprio per evitare che i Team Leader furbacchioni approfittassero di questa “mancanza” dei manager, magari riempiendo le loro relazioni di pagine vilmente copiate dai ricettari di Suor Germana, si è istituita nelle aziende una malsana abitudine: indire una riunione che abbia come scopo l’esposizione di tali relazioni ad un gruppo di manager!
Capite bene che questa prassi rende impossibile scrivere pagine senza senso: si scoprirebbe di certo l’inghippo durante la suddetta riunione!

Insomma, con Word ed Excel, oltre a perdere giorni per redigere una VERA relazione, i TL avevano anche l’obbligo di spiegarla a gente che, nella migliore delle ipotesi, avrebbe seguito la presentazione scaccolandosi selvaggiamente.

Si doveva trovare allora il modo di rendere quelle presentazioni più semplici, e, allo stesso tempo, adatte ad intrattenere quell’esigente pubblico formato da manager.

Ma si sa, quando nasce un bisogno, qualcuno prima o poi lo vede e lo soddisfa: in tal caso un piccolo genio (che probabilmente rimarrà ingiustamente anonimo) si accorse che serviva un programma che avesse lo scopo di “presentare” piuttosto che “spiegare” e nacque l’idea di POWERPOINT!
Questo programma, in effetti, è fondamentalmente il nulla assoluto: il suo unico scopo è presentare un progetto… e lo fa talmente bene che, anche se non avete alcun progetto, sembra comunque che ne stiate presentando uno!
Ma come si è riusciti a programmare un software così efficace?
Beh… innanzi tutto la programmazione dello stesso fu affidata a persone capaci e competenti, talmente intelligenti che, constatato lo stupido incarico su cui avrebbero lavorato, si promisero di abbandonare questo pianeta a bordo di un’astronave progettata e costruita da loro stessi appena terminato il compito.
Il loro vero colpo di genio arrivò, comunque, nella fase di beta test, quella che precede la commercializzazione del prodotto.
Per progettare PowerPoint al meglio, essendo un programma rivolto a lavoratori professionisti, si pensò di utilizzare per i test un gruppo di scimpanzé, suddivisi in due categorie: quelli che sbucciavano le banane prima di mangiarle vennero scelti per fare le veci dei TL. Quelli che mangiavano le banane con la buccia, invece, divennero i manager.
Inizialmente gli scimpanzé TL preferivano giocare al Solitario di Windows, piuttosto che utilizzare PowerPoint. Il programma allora venne riscritto e reso ancora più semplice, inoltre il Solitario venne disinstallato da tutti i PC di prova. Questi piccoli accorgimenti fecero sì che gli scimpanzé TL cominciassero a smanettare con il PowerPoint, al punto che riuscirono a creare una presentazione efficace in brevissimo tempo.
Il loro lavoro si  intitolava “Perché sbucciare le banane prima di mangiarle”.
A questo punto si passò al secondo stadio del test: era il momento di far entrare in gioco gli scimpanzé manager presentando loro il lavoro del primo gruppo di primati!
Gli scimpanzé manager seguirono il susseguirsi di “diapositive” PowerPoint senza addormentarsi e senza scaccolarsi, rapiti da tutte quelle simpatiche animazioni realizzate dai loro colleghi.
Al termine della presentazione “Perché sbucciare le banane prima di mangiarle” tutti gli scimpanzé manager cominciarono ad urlare e ad arrampicarsi sui muri dalla felicità. Poi venne dato loro un casco di banane che divorarono senza sbucciarne una nemmeno per sbaglio.
Ciò nonostante il test fu considerato un successo.
Non si chiedeva, infatti, alla presentazione PowerPoint di convincere gli scimpanzé manager. L’importante era intrattenerli! Inoltre era altrettanto importante che il programma fosse talmente semplice da poter essere utilizzato anche dagli scimpanzé TL.
Entrambe le condizioni erano ampliamente soddisfatte e PowerPoint venne immesso sul mercato.

Pochi giorni dopo le persone capaci e competenti che lo avevano programmato, tenendo fede alla promessa fatta, decollarono con la loro astronave in direzione di Alfa Centauri, alla ricerca di un mondo che non fosse governato dalla stupidità, ma questa è un’altra storia… 

Fine della sequela di eruditi aneddoti.

Riprendiamo il filo del discorso. Parlavamo di riunioni e PowerPoint. Dopo tutto quello che vi ho detto, mi sembra scontato puntualizzare quanto sia importante saper utilizzare questo programma informatico, ma lo farò ugualmente, quindi:

IMPARATE AD UTILIZZARE
AL MEGLIO POWERPOINT

Vi assicuro che non è affatto difficile imparare ad usarlo (e con me ve lo garantiscono anche quegli scimpanzé TL dei test sopra citati). Grazie ad esso, anche avendo due soli ed inutili dati da mostrare, creerete lavori che avranno il massimo dell’impatto professionale possibile!
Il motivo principale è che, nelle moderne riunioni, le presentazioni non avvengono solo sulla carta o su statiche diapositive, ma direttamente tramite PC, trasferite su schermo attraverso un proiettore.
Il che significa che, se saprete usare bene PowerPoint, potrete aggiungere simpatiche animazioni, suoni divertenti, immagini in movimento, filmati e dissolvenze di sicuro impatto.
Ovviamente sono tutti orpelli inutili che, a prima vista, potrebbero servire solamente a mascherare l’assoluta povertà dei dati in vostro possesso o a celare la vostra incapacità di analisi.
Ma c’è di più.
Infatti…

CON GLI EFFETTI DI POWERPOINT 
POTRETE MANIPOLARE I MANAGER

Pensate solo ai casi in cui vi venga chiesta un’analisi per aiutare un manager in una sua decisione.
Molto spesso dovrete considerare un mucchio di variabili e proporre ai vostri capi una relazione che tenga in considerazione tutte le eventuali possibilità di scelta.
Grazie alla vostra analisi imparziale il manager potrà prendere la sua decisione.
Ovviamente il manager, finita la vostra presentazione, per evitare di dover decidere, chiederà la vostra opinione e deciderà in base a quella.
Quindi potreste chiedermi perché dovete adoperare sistemi subliminali quando, alla fine, potete convincerlo semplicemente parlando?
Beh… se manifesterete la vostra idea vi proporrete automaticamente come capro espiatorio nel caso in cui la scelta si riveli disastrosa (e allo stesso tempo sapete bene che, in caso di successo, il manager si prenderà tutti i meriti della vostra analisi).
Tramite la manipolazione inconscia, invece, il manager crederà di scegliere autonomamente, ma in realtà farà ciò che voi volete.
Ecco alcuni modi per condizionare in maniera silenziosa i capi che assistono alle vostre presentazioni:

  • Fate apparire la vostra scelta preferita con un’animazione più elaborata ed appariscente delle altre,
  • Aggiungete un suono più gradevole degli altri alla comparsa dell’opzione a voi gradita,
  • Scrivete ciò che volete venga notato positivamente con caratteri leggermente più grandi.
  • Scrivete le varie possibilità con colori diversi e associate il colore aziendale a quella di vostro gusto.

È stato testato da me più volte e… funziona. Senza espormi direttamente, i manager hanno sempre indicato la soluzione che IO volevo, convinti però di aver preso una decisione libera e autonoma… e senza nemmeno chiedere la mia opinione!
Questo perché la manipolazione era talmente ben riuscita che al termine della presentazione tutti i manager sentivano istintivamente che QUELLA (e solo QUELLA) era la scelta giusta. Ne erano talmente certi che riuscivano addirittura ad avere un’opinione e a prendere una decisione in completa (apparente) autonomia.
Fatelo anche voi. Se le cose andranno male, avrete una decina di testimoni presenti a quella riunione che potranno garantire che voi non avete espresso alcuna preferenza (addio capro espiatorio) e che il manager ha fatto tutto da solo.
Se l’idea sarà un successo, il manager si prenderà il merito, ma tanto se lo sarebbe preso comunque, quindi perché stare a rimuginarci sopra?
Anche questa volta avete ridotto il rischio al minimo e siete sopravissuti.
E, oramai lo dovreste aver capito, questo è il l’unico vero successo per qualsiasi TL.
 
Uno degli scimpanzé TL al lavoro sulla prima presentazione PowerPoint della storia.
È palese l’aria soddisfatta e divertita del primate mentre utilizza il programma.

Ecco invece due scimpanzé manager. 
Notate la spocchia e la supponenza con cui si atteg­giano… 
sembrano veri manager.

Nella foto potete ammi­rare i ge­niali pro­gram­matori di PowerPoint men­tre festeggiano la fine dei lavori.
Lo squallore del party da loro or­ganizzato vi fa capire che i geni informatici, molto spesso, sono dei poveri disadattati incapaci di vivere nel mondo reale.
Ogni qual volta vi lamentate della vostra scarsa intelligenza… guardate questa foto e ringraziate il Signore di non essere dei geni. 




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